Sostenere i costi di un servizio funebre dà diritto a un’importante agevolazione fiscale. Lo Stato italiano permette infatti di portare in detrazione queste spese all’interno della dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Modello Redditi), riducendo l’IRPEF dovuta e ottenendo un rimborso concreto.
Ecco una guida chiara e semplice per capire come accedere a questo diritto
Più tutele: nessun vincolo di parentela
A partire dalle riforme introdotte nel 2015, l’accesso al bonus fiscale è diventato molto più flessibile. Oggi non è più necessario che la fattura sia intestata a un familiare o a qualcuno che abbia un vincolo di parentela diretto con il defunto. La detrazione spetta a chiunque si sia fatto carico della spesa, a patto che il suo nome sia riportato sulla fattura rilasciata dall’agenzia funebre.
I limiti e le cifre del rimborso fiscale
Per comprendere l’esatto funzionamento del recupero dell’imposta, occorre fare riferimento a tre regole fondamentali stabilite dall’Agenzia delle Entrate:
- La percentuale di rimborso: La detrazione fiscale corrisponde al 19% della spesa sostenuta.
- Il tetto massimo detraibile: Il limite massimo su cui è possibile calcolare il 19% è fissato a euro 1.550,00 (il che si traduce in un rimborso effettivo massimo di 294,50 euro).
- Riferimento per singolo defunto: Questo limite di 1.550,00 euro è valido per ogni singolo defunto, anche se la spesa viene sostenuta da più persone o ripartita in più anni.
⚠️ Nota bene: Se più soggetti partecipano al pagamento del funerale dello stesso defunto, la detrazione complessiva del 19% deve essere ripartita tra chi ha effettivamente pagato, ma la somma dei loro rimborsi non potrà mai superare la soglia massima calcolata su 1.550,00 euro.
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